
Il cambiamento climatico entra nell’economia attraverso un meccanismo spesso invisibile nel dibattito pubblico: il sistema assicurativo. È qui che un evento fisico — un incendio, un’alluvione, un uragano — viene trasformato in un prezzo. E quando quel prezzo supera una soglia di sostenibilità, non è più solo il costo di una polizza a cambiare: cambia la possibilità stessa di abitare un territorio. |
Negli Stati Uniti questo processo è già avanzato e documentato. In California, tra il 2022 e il 2023, diverse grandi compagnie hanno ridotto la propria esposizione nelle aree ad alto rischio incendi. State Farm ha annunciato nel 2023 la sospensione della sottoscrizione di nuove polizze immobiliari nello Stato, motivandola con l’aumento dei costi legati ai disastri climatici e alla crescente imprevedibilità dei sinistri. Allstate ha seguito una strategia simile, limitando nuove coperture in alcune zone. Il risultato è una contrazione del mercato privato che non riguarda solo il prezzo, ma la disponibilità stessa del servizio. |
Il caso della California è emblematico perché collega tre livelli: rischio climatico, assicurazione e credito. Senza assicurazione, un immobile diventa difficilmente finanziabile. Le banche richiedono copertura assicurativa per concedere mutui. Quando questa copertura si riduce, il sistema creditizio si restringe. Il rischio climatico si trasforma così in vincolo finanziario strutturale. |
In Florida il fenomeno assume una forma diversa ma coerente. Dopo una serie di uragani sempre più costosi — tra cui Ian nel 2022 — diversi assicuratori privati hanno ridotto l’esposizione o lasciato il mercato. Questo ha portato a una crescita della dipendenza dal sistema assicurativo statale (Citizens Property Insurance Corporation), che oggi copre milioni di polizze, diventando di fatto un assicuratore di ultima istanza. Anche qui il punto non è solo la frequenza degli eventi, ma la sostenibilità del modello economico che li assorbe. ……………. |
